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Lo dell’età evolutiva si è sempre più costituita nel tempo come un campo di indagine e di riflessione teorico-clinico autonomo. In particolare in ambito psicoanalitico essa si basa sull’ipotesi che la relazione del bambino con il proprio ambiente di cura (costituito in età precoce dalla madre e in seconda battuta dal padre) sia di importanza cruciale per i destini della crescita e dello sviluppo del bambino.
Un ambiente di cura fatto di relazioni affettivamente significative, in cui predominino figure genitoriali rassicuranti e benigne, cioè che riescano a restituire al bambino un profondo senso di sicurezza e di capacità di autonomia e realizzazione di sé, sono garanzia di uno sviluppo adeguato del bambino.
Nei casi in cui questo non accade assistiamo all’insorgere di difficoltà del processo di crescita, e tante possono essere le condizioni che contribuiscono alla formazione di sintomi che allarmano i genitori, i quali spesso non ne comprendono i significati e richiedono perciò un sostegno psicologico per sé e per il proprio figlio.
Tra i principali sintomi che più comunemente compaiono nel comportamento del bambino che esprime una difficoltà evolutiva ci sono:
- disturbi del sonno
- disturbi dell’alimentazione
- disturbi nel controllo degli sfinteri
- difficoltà in ambito scolastico (rifiuto di andare a scuola, difficoltà nella sfera dell’apprendimento, problematiche di socializzazione con il gruppo-classe)
- difficoltà relazionali con il gruppo dei pari
- disturbi dell’affettività (comportamento eccessivamente oppositivo e violento, o al contrario troppo passivo e rinunciatario, attaccamento inadeguato con i propri genitori)
Tag: psicologia dell’età evolutiva | disturbi del sonno | difficoltà in ambito scolastico | fobia scolare